Manifesto

“Una blocosa?” è la domanda che segue di solito al mio “sono una blogger di viaggi” (ho rinunciato a dire Travel Blogger perché la mia pronuncia non la capisce nessuno). Poi invece ci sono quelli che ti sorridono e annuiscono o addirittura esclamano un allegro “figo!”, ma io li sgamo subito che lo fanno solo perché si vergognano a dirmi che non hanno la più pallida idea di cosa io stia farfugliando. E sono indubbiamente i migliori, io infatti sono così praticamente sempre, ho dei gap cognitivi che quasi mi vergogno. Quasi.

La mia routine preferita in assoluto è scrivere il mio diario la mattina mentre faccio colazione, mi fa sentire tanto cosmopolita con la mia tazza di liquido stagionale e la mia fedele stilografica con la punta piatta. È una routine che declino in ogni mio viaggio: diario e penna sono le cose che metto per prime in valigia!
Mi sono detta “beh, vuoi che non ti venga bene scrivere un blog?” disse la parte di me umile e modesta. “sì, in effetti hai ragione, spaccherei di brutto!” rispose l’altra parte di me, che non è ancora ben definibile con degli aggettivi ma si vede subito: ha tantissimo potenziale.

Ah, il nome! ‘Sto benedetto nome, che ho dovuto fare non so quanti sondaggi per sceglierlo, perché io sono un’indecisa cronica, ve lo dico subito, io per decidere devo farmi le liste dei pro e i contro, PER TUTTO, si, pure per scegliere la carta igienica, per dire. E sono un’anglofona convinta e dipendente da quando ero alle elementari e sentii per la prima volta ‘The pen is on the table’, tanto che spesso e volentieri parlo meglio l’inglese dell’italiano (e, sempre a volte, mi fa anche comodo perché ‘I don’t speak your language’ quando viaggio da sola, è utilissimo!). Eppure per questa mia seconda casa ho scelto un nome italiano, prima di tutto perché sono italiana, e poi perché una italiana che viaggia da sola si porta dietro un bagaglio culturale che niente ha a che vedere con gli zainetti che si portano dietro le inglesi, per esempio. Ma poi, un’italiana, che viaggia da sola, introversa, e che per di più ha passato i 45 anni! Gentile pubblico, qui si fanno le cose per bene, mica si scherza.
Così nasce La Manu Balla Da Sola, perché La Manu Viaggia Da Sola era limitante. Si perché nel mio blog leggerete di me, prima ancora che dei miei viaggi.
Quindi, facendo ordine, in questo blog troverete: i resoconti dei miei viaggi, dal concepimento al parto passando per i metodi di ricerca di tutto quello che servirebbe per un viaggio in solitaria e pure di più, che non fa mai male. Poi ci troverete i miei pensieri, le mie paure, le mie fragilità e le mie paranoie, tutte cose che metto, meticolosamente, in ogni viaggio che faccio. Ma pure in tutto il resto, e mi son detta “perché privarvene?”. E questa è sempre la parte di me con tanto potenziale che parla. Tanto, tanto potenziale.

E così eccoci qui, metto l’acqua a bollire e vi offro un tè, mettetevi comode che c’ho un po’ di roba da raccontarvi.